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La casa dei giocattoli: il thriller d’esordio di Andrea Pestoni che svela i segreti del potere

Una villetta abbandonata nell’Oltrepò Pavese, una verità sepolta dal 1992 e un giornalista deciso a riportare alla luce i fantasmi del passato: il romanzo che segna l’ingresso di Andrea Pestoni nella narrativa italiana.

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È un esordio sorprendente quello di Andrea Pestoni, giornalista pavese, classe 1974, che con La casa dei giocattoli firma un thriller cupo, serrato e profondamente legato alle ombre del passato. Una storia che nasce all’alba, letteralmente: l’autore racconta infatti di aver scritto il romanzo quasi sempre alle sei del mattino, in momenti di quiete sospesa, quando la mente è più libera di lasciarsi attraversare dalle immagini e dalle intuizioni.

Pestoni – iscritto all’Ordine dei giornalisti pubblicisti dal 1996, con oltre vent’anni di esperienza tra cronaca, politica, cultura e una lunga attività come responsabile stampa istituzionale – porta nella narrativa la sua conoscenza dei meccanismi del potere, delle dinamiche comunicative e delle zone d’ombra che spesso si celano dietro le grandi storie pubbliche. Il risultato è un’opera che fonde mistero, tensione e un realismo journalisticamente credibile.

«Ringrazio la mia editor – sottolinea l’autore – perché la differenza tra scrivere da giornalista e scrivere narrativa è enorme. Il suo contributo è stato fondamentale». Il libro è dedicato alla madre, «che mi ha sempre incoraggiato e che mi ha abituato a leggere», e arriva mentre Pestoni sta già lavorando al secondo romanzo, questa volta orientato alla narrativa pura e incentrato sul tema del perdono. «I giovani dovrebbero leggere di più – aggiunge – perché la lettura è ancora uno degli strumenti più potenti per capire il mondo».

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Una villetta abbandonata, un passato rimosso, un figlio scomparso

Il cuore del romanzo è una villetta abbandonata dell’Oltrepò Pavese, conosciuta come “La casa dei giocattoli”. Un luogo inquietante, sospeso tra leggenda e degrado, che diventa teatro di una scomparsa misteriosa: quella di Alex Mistero, giovane youtuber ed esploratore urbano, svanito nel nulla durante le riprese di un video.

Il padre, Tommaso Imperiale, direttore del più importante quotidiano nazionale, affida il caso al suo cronista migliore: Jack La Marca, giornalista di razza, cinico quanto basta, ma animato da un’ossessione autentica per la verità.

Quello che sembra un caso di cronaca nera si apre ben presto su uno scenario più vasto e pericoloso, che coinvolge la politica, la memoria storica e gli scheletri nascosti di un’Italia che conosciamo fin troppo bene.

Il potere e la sua corruzione

Tra Milano, Roma, Codevilla e l’Oltrepò, La Marca insegue una pista che lo conduce verso una figura centrale del romanzo:
l’Onorevole Giovanni Natali, politico carismatico e ambizioso, ormai a un passo dal Quirinale.

Natali incarna la degenerazione del potere: la capacità di insabbiare, manipolare, piegare la realtà fino a cancellarla. Ma dietro la sua ascesa scintillante esiste una verità rimossa, un evento del passato che nessuno ha mai voluto raccontare.

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Veronica e il 1992: la memoria sepolta

Al centro dell’indagine c’è la morte, mai chiarita, di Veronica, nipote di Natali, avvenuta nel 1992 proprio nella famigerata casa dei giocattoli. Una storia dimenticata da tutti, occultata per convenienza, ma ancora viva come una ferita aperta sotto la superficie.

Il romanzo costruisce una tensione costante tra oblio e memoria, tra ciò che si vuole dimenticare e ciò che inevitabilmente ritorna. Perché il passato non passa: resta, influenza, modella il presente.

La verità come ossessione (e rischio)

Jack La Marca e Alex Mistero sono due facce della stessa ricerca: quella per la verità. Una verità che nel mondo contemporaneo – dominato da social, digital storytelling e manipolazioni – è diventata un terreno minato.

Pestoni conosce bene i meccanismi dell’informazione: nel 2007 ha fondato un sito di news che oggi registra oltre 500mila visitatori l’anno; ha lavorato per quotidiani, settimanali e mensili; ha seguito per anni la comunicazione istituzionale e politica. Questa esperienza emerge nel romanzo con lucidità: chi cerca la verità non è mai al sicuro. Ogni passo comporta un rischio. Ogni scoperta un prezzo.

Un thriller che parla dell’Italia di ieri e di oggi

La casa dei giocattoli è un thriller che si legge con il fiato sospeso, ma è anche un romanzo che ci parla dell’Italia contemporanea: dei suoi poteri, delle sue omertà, dei suoi fantasmi irrisolti. Jack La Marca diventa così un testimone scomodo, costretto a muoversi tra minacce, depistaggi e segreti che molti preferirebbero sepolti per sempre.

Perché – come scrive Pestoni – per salvare il presente bisogna fare i conti con i fantasmi del passato.

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