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title: 'Stretta choc sul junk food: il Regno Unito spegne spot, social e influencer e aumenta le tasse sullo zucchero. L’Italia sarà la prossima?'
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### Bando totale online, stop in TV prima delle 21 e nuova stangata fiscale su bibite e snack: Londra dichiara guerra all’obesità infantile e apre uno scenario che potrebbe cambiare anche le regole italiane.

![junk_food.jpg](https://sppv.geniocontrol.it/images/junk_food.jpg)

Nel Regno Unito è entrata in vigore una delle normative più severe al mondo contro la pubblicità del cosiddetto *junk food*, con l’obiettivo dichiarato di proteggere i minori e contrastare l’aumento dell’obesità infantile. Da gennaio 2026, gli spot di alimenti e bevande ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale (HFSS) sono vietati in televisione e sulle piattaforme on-demand prima delle 21:00, mentre sul digitale il blocco è totale: nessuna inserzione pagata, nessuna sponsorizzazione sui social, nessun video promozionale e stop anche alle collaborazioni con influencer.

Secondo il Dipartimento della Salute britannico, la misura potrebbe eliminare fino a **7,2 miliardi di calorie l’anno**dalle diete dei bambini, riducendo di circa **20.000 unità** il numero di minori obesi e generando benefici sanitari stimati in **2 miliardi di sterline** nel lungo periodo. L’iniziativa punta a limitare in modo drastico l’esposizione dei più giovani a messaggi pubblicitari che influenzano preferenze alimentari e abitudini scorrette.

### Una svolta senza precedenti nel marketing alimentare

Il nuovo quadro normativo rappresenta una vera rivoluzione per l’industria pubblicitaria: non solo viene introdotto il *watershed* televisivo delle 21, ma per la prima volta si vietano completamente le campagne digitali a pagamento per prodotti HFSS. Questo significa niente banner, annunci su YouTube, inserzioni su Instagram o TikTok e nemmeno partnership con creator e influencer, canali oggi centrali nella comunicazione verso i giovani.

Le autorità sanitarie britanniche sottolineano come i minori trascorrano sempre più tempo online, rendendo indispensabile uno stop totale alla pubblicità digitale per evitare che il divieto televisivo venga aggirato.

### E in Italia? Un possibile scenario futuro

In Italia, al momento, non esiste una normativa altrettanto stringente. Le limitazioni sulla pubblicità alimentare rivolta ai minori si basano soprattutto su **codici di autoregolamentazione** e su alcune linee guida del Ministero della Salute, senza un vero divieto generalizzato su TV e digitale.

Tuttavia, il modello britannico potrebbe diventare un punto di riferimento anche per il nostro Paese. Negli ultimi anni, i dati sull’obesità infantile restano preoccupanti: secondo le principali indagini epidemiologiche, circa **1 bambino su 4**tra 8 e 9 anni è in sovrappeso o obeso. Un quadro che potrebbe spingere il legislatore italiano a valutare misure più incisive, soprattutto in ambito digitale, dove l’esposizione dei minori a messaggi pubblicitari è costante e difficilmente controllabile.

Associazioni di consumatori, pediatri e nutrizionisti italiani chiedono da tempo una regolamentazione più severa, simile a quella già adottata per tabacco e gioco d’azzardo. Il caso UK potrebbe quindi accelerare il dibattito politico anche nel nostro Paese, aprendo la strada a un possibile **coprifuoco pubblicitario per il junk food** e a un bando delle sponsorizzazioni online.

### Un banco di prova per l’Europa

La stretta britannica rappresenta un esperimento osservato con grande attenzione da tutta Europa. Se i risultati in termini di salute pubblica saranno concreti, è probabile che altri Stati, Italia compresa, seguano la stessa direzione, segnando un cambio di paradigma nella lotta contro obesità e cattive abitudini alimentari fin dall’infanzia.

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Scritto da Redazione

Categoria: [Approfondimenti e iniziative](https://sppv.geniocontrol.it/interviste-e-approfondimenti-pavia-e-provincia)

Pubblicato: 18 Febbraio 2026

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