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Allarme riso: nuove regole UE sotto accusa, rischio tsunami di importazioni dall’Asia

Gian Marco Centinaio chiede un intervento immediato del governo per fermare un regolamento europeo che potrebbe mettere in ginocchio la risicoltura italiana e indebolire le tutele per i consumatori.

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Secondo il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, l’Unione Europea si prepara ad approvare un provvedimento che potrebbe avere conseguenze pesantissime per il settore risicolo nazionale. Nel mirino c’è il nuovo Regolamento sul Sistema di Preferenze Generalizzate (SPG), che faciliterebbe l’ingresso nel mercato europeo di grandi quantità di riso proveniente da Paesi asiatici, in particolare Cambogia e Myanmar.

Il rischio, spiega Centinaio, è quello di un afflusso massiccio di prodotto a basso costo, fino a oltre mezzo milione di tonnellate, capace di alterare profondamente gli equilibri del mercato. Le aziende italiane, già sottoposte a regole stringenti in materia ambientale, sanitaria e sociale, si troverebbero a competere con produzioni che seguono standard molto meno rigorosi, con evidenti disparità di condizioni.

Un altro punto critico riguarda i meccanismi di tutela previsti dal regolamento. Le clausole di salvaguardia, secondo il senatore, entrerebbero in funzione solo quando il danno economico sarebbe ormai irreversibile, lasciando i produttori europei senza strumenti efficaci di protezione preventiva.

Le conseguenze potrebbero essere particolarmente gravi per i principali distretti risicoli italiani, come quelli di Pavia, Lodi, Vercelli e Novara, dove la coltivazione del riso rappresenta una risorsa economica, occupazionale e ambientale di primaria importanza. Il timore è che un’ondata di importazioni a basso prezzo possa mettere in crisi migliaia di aziende agricole e compromettere la tenuta dell’intera filiera.

Oltre agli aspetti economici, Centinaio richiama l’attenzione anche sulla sicurezza alimentare. L’ingresso su larga scala di riso prodotto con criteri meno severi rischierebbe, secondo lui, di indebolire le garanzie offerte ai consumatori europei in termini di qualità, controlli e tracciabilità.

Da qui l’appello al governo italiano e a tutte le forze politiche affinché si muovano con decisione a Bruxelles per rivedere il testo del regolamento e difendere il comparto risicolo nazionale. La partita, conclude il senatore, è decisiva non solo per il futuro del riso italiano, ma per la tutela dell’agricoltura di qualità e della sovranità alimentare europea.

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