Vigevano, l’area della stazione intrappolata nel degrado: rifiuti e abbandono senza fine
Tra viale Mazzini e l’ex scalo merci si ripete da anni lo stesso schema: pulizie occasionali, cancelli forzati e nessuna soluzione strutturale. La denuncia del candidato sindaco Righi

A Vigevano il degrado che circonda la stazione ferroviaria continua a essere una ferita aperta. L’area compresa tra il parcheggio dei pendolari di viale Mazzini e l’ex scalo merci si presenta ciclicamente come una discarica a cielo aperto, nonostante interventi di pulizia che si rivelano solo temporanei.
Il meccanismo è sempre lo stesso: cittadini e utenti segnalano l’accumulo di rifiuti, il Comune sollecita la società del gruppo Rfi proprietaria dell’area e, dopo pochi giorni, arriva la bonifica. Ma l’effetto dura poco. Nel giro di una settimana, sacchi, materiali abbandonati e segni di incuria tornano a occupare gli spazi, riportando la situazione al punto di partenza.
Il problema è noto da tempo, tanto che anche la Soprintendenza alle Belle Arti, nelle osservazioni al Piano di governo del territorio, ha richiamato l’attenzione sullo stato di abbandono dell’ex scalo merci. Si tratta di un’area privata, che teoricamente dovrebbe essere interdetta al passaggio dei pendolari: il cancello viene chiuso, ma puntualmente viene forzato e riaperto nel giro di poche ore. In questo contesto, l’azione dell’amministrazione comunale resta limitata a diffide formali o, nei casi estremi, alla rimozione forzata dei rifiuti.
A riaccendere i riflettori sulla vicenda è Gabriele Righi, candidato sindaco, che parla senza mezzi termini di una situazione non più accettabile. Secondo Righi, la stazione ferroviaria e le aree limitrofe versano da anni in condizioni indecorose, tra sporcizia, abbandono e mancanza di controlli, sotto gli occhi quotidiani di pendolari, studenti e viaggiatori.
Righi ricorda come già lo scorso anno fosse stata inviata una segnalazione formale, tramite Pec, a Rete Ferroviaria Italiana e al Comune da parte di esponenti civici locali. Una comunicazione dettagliata che, però, non avrebbe prodotto risposte né interventi risolutivi, alimentando la sensazione di disinteresse e scarico di responsabilità.
Nel mirino finiscono sia Rfi, accusata di lasciare una propria infrastruttura in condizioni che ledono il decoro urbano e pongono problemi di sicurezza, sia il Comune, ritenuto colpevole di un atteggiamento troppo attendista. Per Righi non si tratta più di semplici carenze manutentive, ma di una gestione fallimentare di uno spazio strategico per la città, che rappresenta il primo biglietto da visita per chi arriva a Vigevano. Una situazione che, conclude, non può più essere ignorata.

