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title: 'MONUMENTI PAVIA E PROVINCIA - Spendiamo a Pavia - Risultati da #60'
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![Il Collegio Ghislieri - Spendiamo a Pavia](https://sppv.geniocontrol.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il_collegio_Ghislieri/Banner.jpg)

## [ Il Collegio Ghislieri ](https://sppv.geniocontrol.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-collegio-ghislieri)

## Esplora la Storia del Collegio Ghislieri a Pavia

Il pontefice Pio V, della famiglia Ghislieri, con bolla del 10 gennaio 1569, istituì questo collegio per i “giovani d’ingegno, virtuosi e timorati di Dio”, che per mancanza di mezzi non potessero frequentare gli studi universitari. La prima pietra per la fabbrica del collegio fu posta il 15 luglio 1571. Il collegio è famoso per la rappresentazione della scapestrata vita dei collegiali del Settecento da Carlo Goldoni nei capitoli V-XIV delle Memorie.

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Il palazzo è maestoso, ma disadorno all’esterno. Vi si accede per una bella gradinata, che mette in un atrio, fiancheggiato da statue simboliche, da cui passa in un ampio cortile quadrato, grandiosamente barocco.

All’ ingresso della scala principale , una vigorosa statua di Pio V, opera del milanese Carlo Francesco Melone (1655).

Nell’ oratorio dedicato a san Girolamo, di questo collegio, si conservano, con due statue allegoriche, alcuni quadri notevoli. La pala dell’altare, la nascita di Cristo con san Girolamo e Pio V, è opera del Moncalvo. Di Luigi Scaramuccia, perugino (1616 – 1680), sono tre dei quadri: un incendio estinto con l’immagine di Pio V, Pio V che bacia il Crocifisso e Pio V ringraziante il Crocifisso per la vittoria di Lepanto. Il quadrone rappresentante questa gran vittoria, che fu la massima gloria del pontificato di quel papa, è opera di Giovan Battista del Sole, milanese (1614-1719). Giovanni Peruzzini d’Ancona dipinse nel 1673, a ventinove anni, san Pio V che libera un’ossessa. Nella sala del consiglio d’amministrazione si vede un ritratto d’ ignoto cinquecentista del cardinal Branda Castiglioni, e un ritratto di Pio V di Scipione Pulzone di Gaeta.

Nel collegio si conserva anche l’urna d’argento (1713) ove sono riposte le reliquie di Pio V.

Nella piazza che si apre dinanzi al collegio , sorge la statua di bronzo di Pio V, opera datata e firmata dello scultore Francesco Nuvoloni di Riva S. Vitale nel Canton Ticino (1692) e del fondatore romano Francesco Ferreri.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://sppv.geniocontrol.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 10 Aprile 2024

![Il cimitero - Spendiamo a Pavia](https://sppv.geniocontrol.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il_Cimitero/Banner.jpg)

## [ Cimitero Monumentale ](https://sppv.geniocontrol.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/cimitero-monumentale)

## Il Cimitero Monumentale di Pavia: Storia e Memoria nel Cuore della Città

Il cimitero di Pavia, il più bello ed elegante della regione dopo quello di Milano, si cominciò a fabbricare nel 1880, su disegno degli architetti pavesi Vincenzo Monti e Angelo Savoldi.

L'edificio principale, destinato al Famedio, sormontato da un'elegante tiburio e ricco di guglie, ha un frontone cuspidale, sul cui vertice poggia una statua del milanese Filippo Biganzoli, la Pietà pei Defunti. Nell’interno, dipinto dal milanese Ambrogio Comolli, sono ricordati i nomi degli uomini pavesi e non pavesi, che hanno onorato a Pavia la milizia, la chiesa, il governo, gli studi, le arti, la beneficenza. Il famedio fu inaugurato il 31 ottobre 1897. E’ sperabile che a tanti nomi, non tutti illustri, altri presto se ne aggiungano di grandi uomini pavesi quasi obbligati a Pavia: nomino, per esempio, Cherubino Cornienti e Tranquillo Cremona, pittori che onorano, massime il secondo, non Pavia sola, ma Italia tutta, e quel conoscitore di ogni segreto della natura che fu Paolo Gorini.

![cimitero.JPG](https://sppv.geniocontrol.it/images/cimitero.JPG)

I porticati del cimitero contengono cappelle affrescate dai pittori pavesi, o vissuti o viventi a Pavia, A. Savoja, C. Sara, P. Buzio, P. Michis, E. Acerbi, A. Oberto, R. Borgognoni, A: Villa, e da altri, e monumenti di artisti pavesi, o viventi a Pavia, e milanesi, tra i quali E. Cassi, L. Secchi e G. Kienerk.

L’opera migliore di scultura è il monumento Bozzi (1844) di Vincenzo Vela; una delle prime opere notevoli del grande scultore, a cui biografi è rimasta ignorata.

Il Tenca ne scriveva nel 1846, salutando nel Vela il capo della scuola che voleva dare alla scultura gli effetti del colorito: “ E ci ricorda d’ un monumento sepolcrale, che il V. inviava non ha guari a Pavia, in cui il giovane scultore affronta arditamente il costume contemporaneo e perfino il barocco cappello moderno, rappresentando un marito in atto pregare sulla tomba della moglie, ch’egli guarda a capo chino e con l’ occhio inumidito da una lagrima. Due (sono tre veramente) gli stanno accosto, e la più piccina gioca inconscia d’ogni sventura mentre (un’altra prega) la più grandicella compone il viso ad una mestizia, che non è ancora dolore, ma un melanconico presentimento di qualche cosa di tristo ch’ella non sa spiegare.”

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://sppv.geniocontrol.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 10 Aprile 2024

![Il broletto - Spendiamo a Pavia](https://sppv.geniocontrol.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il_Broletto/Banner.jpg)

## [ Il Broletto ](https://sppv.geniocontrol.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-broletto)

## Il Broletto: Patrimonio Storico e Culturale di Pavia

Fu per quasi un millennio il cuore di Pavia. Addossato com'è la Cattedrale, ci fa vedere la curia vescovile soppiantata dalla curia popolare, e illumina le origini del Comune. Il palazzo vescovile, corrispondente ai lati levante e settentrione verso il cortile ospitava nel 1175 Federico Barbarossa, che dava udienza ai rappresentanti della lega lombarda. Gli affari pubblici si trattavano nella curia vescovile. Ma scemando l’autorità civile, nel 1198 i consoli del Comune si impadronirono del palazzo, che si trasformò in comunale. Una lapide (oggi nel civico museo) trovata nel Broletto e illustrata dal Brambilla ci tramanda i nomi dei Pavesi che effettuarono la trasformazione: Boggiano del Gargano, un Beccaria, Gualfredo Torricella, Bernardo de Granvillano, Alberico Torti, Monte Mario de’ Porci, Guglielmo Pietra e Beltramo Cristiani.

Questo Palazzo civico nuovo è, secondo il Pavesi, l’ala di mezzogiorno verso Cavagneria, ovvero il loggiato cinquecentesco del Collegio de Notaj. Nel 1236 il vescovo Rodobaldo Cipolla vendette alla repubblica la parte del palazzo che gli restava, costruendo per sé una piccola casa, che il vescovo Ippolito Rossi (1560-1591) abbandonò, sostituendola con l’odierno vescovado. Al 1236 deve probabilmente risalire il principio d’un restauro generale dell'edificio.

![Broletto_-_Pavia.jpg](https://sppv.geniocontrol.it/images/Broletto_-_Pavia.jpg)

Il palazzo civico era la sede del podestà, o rettore, nominato dai savii o consoli;il luogo di riunione dei Centro e dei Mille, che si radunavano per trattare gli affari più lievi, e del popolo raccolto ad referendum. Nel 1359 la piazza che si estende a tramontana del Broletto, e che con i portici, l’antica fisionomia, meritò l’appellativo di Grande, dopo che furono abbattute le case dei Beccaria.

Nel 1563 fu riadattata la facciata del palazzo verso piazza Grande e fornita di logge; nel 1564 alla vecchia scala di legno si sostituiva la scala nuova, con gradini di sarizzo, per accedere al salone del Consiglio, e si alzava un secondo piano. Dal 1688 l’ala del palazzo verso Cavagneria fu trasformata in prigione, e tale restò fino al 1873; mentre l’altra rimase adibita, sino al 1875, quale palazzo municipale.

Qua e là si vedono vari affreschi. Ad Antonio Meda (1394) Il Moiraghi attribuisce due teste, una di re, dipinte in una sala, oggi corridoio, del Broletto. Ma queste teste non possono appartenere a un trecentista.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://sppv.geniocontrol.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 10 Aprile 2024

![Ponte coperto - Spendiamo a Pavia](https://sppv.geniocontrol.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Ponte_coperto/Banner.jpg)

## [ Ponte Coperto ](https://sppv.geniocontrol.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/ponte-coperto)

## Ponte Coperto Pavia: Simbolo di Storia e Bellezza Lungo il Fiume Ticino

Questo pittoresco ponte, di sei piloni e sette arcate ineguali, tutto coperto da un tetto sostenuto da cento pilastri di granito (come noto il ponte coperto fu più volte colpito nei bombardamenti alleati del settembre 1944. Poi completamente abbattuto nel 1948 fu riedificato, rispettando l’originario disegno, appena più a valle, lasciando così visibili i resti di quello originario quando il fiume è basso), è veramente degno del Ticino cerulo e nitido, quale Silio Italico lo descrive :

*“Ha il Ticino cerule acque che stagnano chiare nei guadi e non si turbano mai e volge la sua corrente verde e splendida così lentamente da sembrare immoto. L’ombra delle sue rive e il mormorare dell’acqua nei gorghi tra il canto arguto degli uccelli invita il sonno”*

![4b6009f5f300c9239fe7fd96fe1aec07.jpg](https://sppv.geniocontrol.it/images/4b6009f5f300c9239fe7fd96fe1aec07.jpg)

Architettato da Giovanni da Ferrara e Jacopo da Gozzo,, che usufruirono le rovine d’altro ponte più antico, romani, fu cominciato, come ci fa sapere il Morbio, il 21 luglio 1352: Il 15 giugno 1353 erano già condotti a termine i primi cinque archi , essendo podestà Giovanni de’ Mandelli; e l'intera opera, che il Petrarca ammirò, fu compiuta sotto Galeazzo II.

Fu ricoperto , come si vede ora, nel 1583, ed ebbe dall’Amati, nel 1822, il decoroso arco d’ingresso. La porta verso il Borgo era stata eretta nel 1599.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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[ ![Ponte_vecchio1_original](https://sppv.geniocontrol.it/media/gallery/Ponte_vecchio1_thumb.jpg) ](https://sppv.geniocontrol.it/media/gallery/Ponte_vecchio1_original.jpg)

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Categoria: [Monumenti Civili](https://sppv.geniocontrol.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 08 Aprile 2024

![Università - Pavia](https://sppv.geniocontrol.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Universit%C3%A0/Banner.jpg)

## [ Università ](https://sppv.geniocontrol.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/universita)

## Università di Pavia: Guida all'Educazione nella Città Universitaria

Chi indugio dinanzi all’edificio dell Università e legga sopra le sue porte le iscrizioni che ricordano la munificenza di Maria Teresa e di Giuseppe II rivive in quella gloriosa età che inizia il nostro secondo risorgimento; quando l’ateneo pavese meritava la superba lode del Mascheroni:

*Guidate il sai, dalla cesarea mano,*

*l’attiche discipline, e di molt’ oro*

*sparse, ed altere di famosi nomi*

*parlano un suon che attenta Europa ascolta*

Cantando nel 1777 la laurea di Maria Pellegrina Amoretti, Giuseppe Parini aveva scritto:

*Ed oro la risorta insubre Atene*

*Con strana meraviglia*

*Le lunghe tracce a coronar ti viene,*

*o di Pallade figlia,*

*io, rapito al tuo merto*

*fra i portici solenni e l’alte menti mi inoltro….*

*![1024px-Logo_UNIPV.jpg](https://sppv.geniocontrol.it/images/1024px-Logo_UNIPV.jpg)*

*Logo dell'Università di Pavia*

I portici solenni dell’ode pariniana sono i portici rinnovati sul disegno di Giuseppe Piermarini.

Il primo edificio dell’ Università di Pavia fu lo sforzesco , eretto da Ludovico il Moro tra S. Maria Nova e S. Matteo e inaugurato nel 1485, per raccogliere in un solo luogo i vari insegnamenti che in antico si impartivano in diversi punti della città. Recentemente, facendosi alcuni lavori in uno dei cortili dell’ Università, si sono scoperte alcune finestre ad arco acuto, che sono ricordo del primitivo edificio universitario.

Ai tempi di Maria Teresa, questa fabbrica consisteva in poche aule, nelle quali si entrava attraverso due vecchi cortili a levante, con duplice portico in giro di colonne doriche di granito, accoppiate con archi di forma poligonale e sbarre di legno negl’ intercolumni del loggiato superiore, con una scala incomoda e di cattiva forma; e all’esterno aveva una sola facciata a ponente, terminata da una grondaia di legno. Maria Teresa, sui disegni del Piermarini, fece arrotondare gli archi, sostituire ai parapetti di legno delle balaustre di pietra, costruire una scala assai più comoda e grandiosa, e decorare la facciata con fasce e cornice architravata con mutali di granito, sormontata da un attico, e le due porte d’ordine dorico ornare con pilastri pure di granito. Come si rileva da una medaglia del 1772, che si conserva nel medagliere del museo civico, i frontoni delle due porte avrebbero dovuto essere sormontati da gruppi statuari ; guita. I lavori (compreso il nuovo ampio salone della biblioteca) furono compiuti nel 1779.

Giuseppe II ampliò in seguito la fabbrica, sopprimendo il monastero del Leano; e sui disegni di Leopoldo Pollach, scolaro del Piermarini, fece erigere una parte del terzo cortile, detto allora Portico Teologico (1786): nel cui piano superiore fu costruito il teatro fisico, a imitazione dell’ olimpico del Palladio, con marmoree colonne e con le statue di Galileo e del Cavalieri, cui si aggiunse più tardi il busto del Volta. Dalla parte di tramontana, di là dal fabbricato vecchio dell’ Università, acquistate alcune case di privati, si innalzò il teatro anatomico con gli attigui gabinetti al pianterreno, e superiormente le gallerie del museo di storia naturale. Il teatro anatomico, eretto dal Pollach, affrescato da scolari dell’Appiani, fu inaugurato dallo Scarpa nel 1785. I tumulti del 1796 fecero sospendere i lavori, che furono ripresi solo nel 1909, quando fu costruito, su disegno del Pollach, il laboratorio di chimica. Nel 1821 si aprirono le due altre grandi porte verso strada Nuova, come il popolo chiama ancora la strada aperta sotto Galeazzo II Visconti,l’ odierno corso Vittorio Emanuele. Nel 1823 si compì il magnifico scalone adorno di stucchi. Nel 1850 fu inaugurata l’aula magna , costruita a modi di tempio dorico da Giuseppe Marchesi, a cui si debbono ampliamenti dell’Università nella prima metà del secolo XIX.

Nell'aula Magna è un gran ritratto equestre di Vittorio Emanuele, di G. Trecourt.

Sopra la porta principale s’innalza la torre dell’orologio, costruita dal Marchesi. L’ interno si divide in cinque cortili circondati da portici maestosi sostenuti da più di trecento colonne di granito.

Il primo cortile, che si trova subito entrando per la porta principale, ha , fra le altre, le lapidi commemorative del Monti, del Foscolo, di Lorenzo Valla, di Valentino, di Tullio Brugnatelli, lavoro di A. Marabelli, un ricordo, con busto, di Carlo Cantoni, un busto del Romagnosi, una statua di Antonio Bordoni, opera di Antonio Tantardini, e le statue di B Panizza e L porta del Martegani, un busto di Adolfo Borgognoni, di E. Rinaldi.

Il secondo cortile, a mezzodì ( a destra, entrando dalla porta principale), serve d’ingresso agli uffici: vi si vede, fra gli altri, un ricordo di bronzo e marmo di E. Beltrami, opera di G. Kienerk. Da questo si accede al terzo cortile, ove nel 1884 fu inaugurato un busto di Cristoforo Colombo, che studiò, secondo alcuni storici, a Pavia. Su due pareti di questo cortile sono infissi alcuni cimeli archeologici, che fanno parte del gabinetto archeologico dell’ Università.

Il secondo cortile a settentrione (a sinistra entrando per la porta principale) ha nel suo mezzo la statua di Alessandro Volta di A. Tantardini (1878), Sulla parete occidentale si vede murata la lapide più antica (1390) che riguardi l’ Università di Pavia, già esistente nella cappella di santa Caterina della chiesa di S. Tomaso. In questo cortile sono stati allogati, trasportativi dalle chiese di Pavia, i più antichi marmi che ricordino i professori dell’ Università. Ricorderò i più importanti. Ve n’ha del secolo XIV, come il monumento di Baldo da Perugia, morto a Pavia l’anno 1400; del secolo XV, come quelli di Giasone del Maino, legum monarcha, che insegnò qui diritto dal 1467 al 1483 e dal 1490 al 1512, e di Cristoforo Bottigella; e del secolo XVI, come il busto di Jacopo Menochio, professore di diritto dal 1555 al 1589, e il monumento onorario di Andrea Alciato, storico legista filosofo, veramente degno di quel dottissimo elegantissimo ingegno. Si vede anche in questo cortile il busto del Marchesi, architetto dell'Università, dopo il Piermarini e il Pollach, e un ricordo di Ercole Vidari.

Il terzo cortile ci ricorda, tra gli altri, con due lapidi infisse nella parete orientale, i nomi di L. Mascheroni e L. Spallanzani e , con un piccolo monumento, opera di G. Franchi, il nome del Borsieri. Nel mezzo del cortile, è stato eretto un monumento di marmo e bronzo agli studenti caduti nella guerra. Opera di A. Mirabelli.

Dai cortili salendo alla biblioteca, si vedono il monumento Tamburini, con busto scolpito dal Comolli; il monumento Mangili, disegnato dal Marchesi, con busto scolpito dal San Giorgio; il monumento Rezia , disegnato dal Marchesi, con busto del Comolli.

Le Conche sul Naviglio

Tra le grandi opere dovute al genio imperioso di Napoleone, non si può dimenticare il naviglio, vagheggiato fin dal secolo XV, che mette in comunicazione Milano con Pavia.

Napoleone decretava da Mantova il 20 giugno 1805: “Il canale da Milano a Pavia sarò reso navigabile”. Nel 1807 si pose mano ai lavori secondo il disegno degli ingegneri Giussani e Giudici e del Prof. Brunacci, che lo compilarono giusta le idee di Paolo Frisi, che già nel 1772, per ordine di Maria Teresa, aveva da par suo studiato il problema. I lavori, più volte interrotti e ripresi a causa degli sconvolgimenti politici, ebbero termine nel 1819.

Vero capolavoro d’architettura idraulica, gareggiante anche per solidità ed eleganza di costruzione con le grandi opere romane , sono le dodici conche le quali, rendendo insensibile lo dislivello del terreno e regolando la caduta e la corrente delle acque, agevolano la navigazione con guidare grosse barche dall’alto al basso e dal basso all’alto in brevissimo tempo.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://sppv.geniocontrol.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 03 Aprile 2024

![Teatro Fraschini - Pavia](https://sppv.geniocontrol.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Fraschini/banner_2.jpg)

## [ Teatro Fraschini ](https://sppv.geniocontrol.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/teatro-fraschini)

## Esplora il Teatro Fraschini di Pavia: Storia e Spettacolo

Nel 1771, quattro gentiluomini pavesi fondarono il teatro detto Dei Quattro Cavalieri, divenuto poi (1869) il teatro civico di Pavia, e chiamato Fraschini dal nome del celebre tenore pavese. Il 24 maggio 1773 vi fu dato il primo spettacolo: il Demetrio del Metastasio.

Il disegno è di Antonio Galli Bibbiani, che eresse il teatro comunale di Bologna e morì a Milano nel 1774, un anno dopo l’erezione del Fraschini. Il Galli ne dipinse anche gli scenari. I Galli, com’è noto, mutarono la forma dei teatri già usata dagli antichi, e rinnovata dal Palladio, in quella moderna, incomoda e goffa, adatta solo al cicalar dei giovani signori e delle vezzose dame, dal Milizia rassomigliare a un alveare.

Né fa eccezione il teatro di Pavia: ma non manca certo di grandiosità.

Ha quattro file di palchi, nelle quali l’architetto ha saputo trarre bel partito dalla sovrapposizione degli ordini, dorico, ionico, corinzio. Adornano il teatro ventiquattro busti di re longobardi in nicchie ovali, tolte dal museo Bellisomi; il proscenio, due statue, la Musica e la Poesia: gli uni e le altre opere del pavese Michele Forabosco.

La volta, già dipinta da A. Savoja, è stata di recente ridipinta dal decoratore milanese Osvaldo Bignami.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://sppv.geniocontrol.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 03 Aprile 2024

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